Il drone, il racconto e quell’Attimo fuggente…

Il drone, il racconto e quell’Attimo fuggente…

“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose da angolazioni diverse”. Così l’indimenticabile prof. Keating ne L’attimo fuggente. Il punto di vista. Il nostro punto di vista. E se a guardare fosse invece “l’occhio eliche e motore” di un drone? Quali sono gli spazi e i luoghi che si vedono da lassù? E come catturare attraverso il nostro occhio- hi-tech storie, dettagli, particolari? Parliamo di elementi che devono essere inediti perché appartengono a soggetti unici che di conseguenza vogliono comunicare la loro unicità.

Il drone oggi, guidato con tecnica ed esperienza, ci permette di catturare dettagli che sfuggono ai più: guardare da angolazioni diverse regala infatti spunti inaspettati che possono addirittura diventare soggetti primi del nostro raccontare.

Infondo siamo sempre stati attratti dalle storie e abbiamo sempre avuto un atavico bisogno di venire stupiti e incantati: da bambini così come nell’antichità, basti pensare agli aedi e ai rapsodi della Grecia antica oppure ai poeti nelle corti rinascimentali.

E se oggi i racconti avvengono anche attraverso “un volo planare” poco importa: resta l’insaziabile desiderio dell’uomo di conoscere, di sfiancare la propria fantasia, di andare oltre l’immaginazione, perché alla fine pensare rimane un atto libero e gratuito. E le storie delle aziende vere, e dei loro protagonisti, quando sono ben raccontate, aiutano a farlo.

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